.

VOCERIBELLE
UNA VOCE CONTRO LA SCHIAVITU' - "Quando sai quali sono i tuoi diritti sai come difenderli”.

Bambini scomparsi
Bambini Scomparsi
















le mie email:



IL SITO DI VOCERIBELLE








per quanti volessero
contribuire
fattivamente
al lavoro del Progetto
 forniamo le
coordinate bancarie per
eventuali versamenti


LA STRADA DELLE ROSE -
largo Carlo Porta, 8 - 26100 Cremona -
Banca Cremonese di Credito Cooperativo
c/c n. 86760
ABI 08454 - CAB 11400 - CIN J -
CODICE IBAN - IT08 J084 5411 4000 0000 0086 760 -
cod. fisc. n. 93046170192


ricordiamo che l'associazione LA STRADA DELLE ROSE
altro non è che una associazione parallela al PROGETTO
LA RAGAZZA DI BENIN CITY, regolarmente iscritta
alla Agenzia delle Entrate proprio per poter raccogliere
fondi e per fornire un lavoro alle ragazze fuoriuscite dalla tratta

2 febbraio 2010
Nyman dedica un brano a Torino ispirato da una prostituta nigeriana

Repubblica — 24 gennaio 2010   pagina 1   sezione: TORINO 


MICHAEL Nyman, l' autore delle musiche di Lezioni di piano, ha firmato con il cantante David McAlmont, nel nuovo disco The Glare, il brano City of Turin, racconto di disperazione ambientato in una nebbiosa e alquanto desolata Torino. È la storia vera di Isoke Aikpitanyi, ragazza nigeriana giunta in città con l' illusione di un lavoro da commessa, poi costretta a prostituirsi all' angolo della strada. SUGLI archi minimalisti e insieme trionfali di Nyman, e con la grazia celestiale della voce «narrante» di McAlmont, già nei Thieves, il viaggio compiuto dalla giovane di Benin City verso la speranza chiamata Torino viene ripercorso dai due musicisti, sia nei testi che nelle musiche, con «aria di fatalistica ineluttabilità», come ha scritto il quotidiano britannico Independent all' uscita dell' album su etichetta Mn Records creata dallo stesso Nyman. La fonte ispiratrice di questo brano, in realtà, pare sia stata per McAlmond la visione, qualche anno fa, di un servizio dell' emittente araba Al Jazeera, nel quale veniva intervistata proprio la protagonista di questa drammatica vicenda, anche se a Torino Nyman c' è venuto quando gli fu commissionato un brano per la Reggia della Venaria. Isoke Aikpitanyi aveva appena 21 anni, quando arrivò a Torino nel 2000, e proprio quel momento che segna l' inizio della sua schiavitù è descritto con parole amarissime nella canzone: «Mi hanno portato via il passaporto e mi hanno lasciato una cicatrice - recita il testo - e la mia amica è morta perché non riusciva a mentire. La verità è un peccato sulla strada, nella città di Torino». Tutto vero, tutto purtroppo è accaduto. «Quando sono arrivata a Porta Nuova - ha ricordato la Aikpitanyi all' inviato di Al Jazeera- mi hanno detto che gli stranieri senza permesso potevano fare solo un tipo di lavoro, e mi hanno imposto di ripagare ventimila dollari di debia città di Torino di David McAlmont& Michael Nyman, dall' album "The Glare"MN Records Non posso andarea casa odio sentirlo il vento passa attraverso i vestiti leggeri che mi obbliganoa mettere nessuno ascoltae vuole ascoltare la verit à su come sono andate le cose per una ragazza sulla strada nella città di Torino quando fa buio, nel parco del Valentino mi hanno portato via il passaporto e mi hanno lasciato una cicatrice e la mia amicaè morta perchè non riuscivaa mentire La veritàè un peccato sulla strada nella città di Torino Mi obbligano ad affittare l' angolo dove batto mi fanno pagare per questi vestitie io mi sento abbandonata in questa terra nebbiosa in questa citt à chiamata Torino Faccio cenno alle macchine per entrare dentro solo per stare un po' al caldo Lascio che lui mi tratti come una moglie Se pensoa come sono sopravvissuta Posso stare anche in una macchina, in una strada,/ /nella città di Torino Giorni interi nel deserto senza acquae stipati dentro un camione tr ascinati lungo la strada All' inizio eravamo molti di pi ù rispettoa quando siamo arrivati dovei fiumi si incontrano Nella città di Torino to. Ho resistito per quattro settimane, ma poi per me è iniziata quella che noi chiamiamo "the italian life". Mi hanno portata vicino al Valentino, e sono finita in ospedale in coma per tre giorni, ma le prostitute vengono trattate senza rispetto anche lì, le infermiere sono spesso razziste soprattutto con noi di colore». L' eco tagliente della canzone di Nyman e McAlmont, che la stampa inglese, dal Guardian all' Observer fino al mensile Uncut, hanno ampiamente elogiato, riflette proprio la solitudine di una giovane che si ritrova abbandonata in una città dove prevale un atteggiamento di indifferenza: «Nessuno ascolta e vuole ascoltare la verità - canta McAlmont - su come sono andate le cose per una ragazza sulla strada nella città di Torino». Nel brano non si racconta cos' è stato, poi, della giovane nigeriana. Oggi abita ad Aosta, lavora in una casa di accoglienza per aiutare le altre ragazze che finiscono nel tunnel della schiavitù sessuale. Quelle che ancora vengono obbligate a prostituirsi sulla strada dopo avere affrontato «giorni interi nel deserto senza acqua, stipati dentro un camion», sognando solo un lavoro. © RIPRODUZIONE RISERVATA - GUIDO ANDRUETTO 




permalink | inviato da voceribelle il 2/2/2010 alle 21:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
30 gennaio 2010
l'incontro con Antonio

Si è deciso di pubblicare a puntate l'ultima nostra pubblicazione per facilitarne la lettura


io  cliente di prostitute


L’INCONTRO CONANTONIO

 

 

Ci siamo ritrovati al bar.

 

Logico.

 

Quando distribuiamo il nostrovolantino “Da uomo a uomo – da cliente a cliente”, in giro per le stradeitaliane dove milioni di maschi vanno a cercare delle prostitute, li invitiamoproprio a far questo, parlarne magari davanti ad un bicchiere di birra perchè,diciamo noi “in strada non ci sono prostitute, ma schiave”.

 

E Antonio è uno dei tanti che haaccettato il nostro invito, dopo averci mandati... a quel paese, per dirlasenza usare i suoi toni blasfemi.

 

Ma comunque ha accettato.

 

Ma voi chi cazzo siete, cichiede...

 

C’è scritto nel volantino,rispondiamo, siamo uomini che come te hanno fatto l’esperienza di essereclienti di prostitute. Ognuno di noi ha le sue motivazioni, le sue ragioni e isuoi problemi...

 

A me sembra che i problemi liavete proprio voi, risponde, perchè non è possibile che ve ne andate in giro arompere le scatole a chi come me cerca solo un po’ di divertimento (evitiamo diriportare le insistenze sul termine scopare, chiavare e tutto il corollario chene consegue... perchè Antonio lo reitera fino al punto di infastidire anche chicome noi è abituato ad ascoltare di tutto...)...

 

In realtà, replichiamo, quel checerchi tu ci interessa assai poco, il fatto è che tu diventi complice dellatratta, alimenti il mercato...

 

Piano, piano con le cazzate, ionon alimento un bel nulla, ho più problemi io di queste ragazze, mica le meno,mica le ammazzo e se sono lì dove io le trovo avranno pure anche loro le lorobuone ragioni...

 

Sono costrette e schiavizzate...

 

Perchè secondo voi io sonolibero, mi spacco la schiena a lavorare e non riesco lo steso a tirare avanti,e adesso mi dite che non solo devo continuare a spaccarmi la schiena, ma devopermettere a dei puritani come voi di spaccarmi il cazzo con i loromoralismi...

 

Piano, non siamo moralisti, nonsiamo preti, non siamo poliziotti, siamo uomini come te, siamo andati spesso instrada a cercare – come fai tu – delle prostitute, anche noi ci spacchiamo laschiena, ma...

 

 

 

Andiamo avanti così per un belpo’ di tempo, ci insultiamo, alziamo i toni, ad un certo punto Franco si alza emanda Antonio a cagare..., poi si risiede e Antonio cambia linguaggio, smettedi accusarci, voi qui, voi li... finalmente capisce che siamo persone comelui...

 

A questo punto la questionediventa un’altra.

 

Ma tu sei felice? Gli chiedeFranco?

 

E che felicità ci può essere,sono solo, per avere una donna devo pagare, ho pochi soldi quindi me la cercoin strada dove costano poco, ci vengo quando posso, e in pochi minuti sono solocome prima...questa non è felicità...non può esserlo...

 

E allora?

 

Mica vengo qua a cercare lafelicità, vengo a scopare e basta e se permettete vorrei farlo senza sentirmiun mostro o senza qualcuno venga a dirmi che sono colpevole di qualcosa...

 

Noi non ti colpevolizziamo, siamocome te, siamo uguali e pari e se hai delle colpe sono le nostre stesse colpe,solo che non si può andare avanti così... tu sei solo, ma c’è anche chi va acercare queste ragazze ed è sposato, ha figli...

 

Loro sarebbero più colpevoli dime, allora?

 

Non cerchiamo colpevoli,cerchiamo uomini capaci di crescere e di confrontarsi con altri uomini, chi èdisposto a farlo perchè non dovrebbe, e tu hai così tanto da fare che ti mancail tempo per parlare con un amico...

 

 

Amici, bella parola, non hoamici, non ho amici veri, se volete proprio saperlo sono più amico di altri chevanno a puttane come e che incontro quando una di queste ragazze mi invita acasa, mi permetto qualche extra ogni tanto, ... gli amici sono un’altracosa...non ne ho.

 

Allora non stai perdendo tempocon noi, anzi ci stiamo facendo un po’ di compagnia...

 

A me la compagnia dei maschi noninteressa, non è che per caso siete dei finocchi perchè qui con la storia deiclienti colpevoli me lo state mettendo in culo...neanche questo posso più fareserenamente; sul lavoro dovo fare sacrifici per l’interesse della ditta che èpoi il mio perchè se la ditta va male perdo il posto; poi devo pagare tasse equant’altro per l’interesse del paese, perchè se l’economia del paese va male,tutto va male... Ma il mio interesse chi lo cura, chi si preoccupa di me e deimiei bisogni, delle mie esigenze?

 

Devi farlo tu, certo che devifarlo tu, noi vogliamo solo parlare con te, confrontarci con te..

 

Ma voi siete sposati o no..?

 

Certo, ma questo che vuol dire?

 

Vuol dire che alla vostra età,siete sui 50/60 vero?, con le vostre mogli, con i vostri figli, ecc. ecc.venite qui a cercare ragazzine?

 

Franco scatta piano ragazzo...

 

Ah vedi allora che mi giudicateanche voi e mi condannate, altrimenti perchè ti scalderesti?

 

Io mi scaldo dice Franco, e ho lemie ragioni, è solo che noi non siamo qui ad offenderti e tu, invece...

 

Siete voi che mi avete rotto,allora visto che come dite non siete preti e poliziotti, perchè dovrei stareattento a come parlo con voi...

 

Perchè, gli rispondo, a noi noninteresserebbe proprio un bel niente se tu e se noi andassimo a cercare ragazzee non ci trovassimo, solo per questo, dentro ad una realtà assurda evergognosa, ma dico la violenza la vedi o non la vedi?

 

Io rispondo solo di me stesso etu la vedi o no la violenza sui posti di lavoro, è anche quella colpa mia..? Ionon faccio violenza a nessuno, nè sul lavoro nè qui, a me queste ragazzepiacciono, mi danno qualcosa che mi manca, forse una illusione, forse un po’ diadrenalina, ma questa è la mia verità e io non la nascondo.

 

Hai ragione, diciamo Franco ed ioa due voci, alternandoci nell’esprimere i concetti, ma hai preso il nostrovolantino e hai accettato di parlare con noi. Noi lo distribuiamo perchè siamopersone come te e abbiamo capito che non troviamo quel che cerchiamo... non hasenso trovare solo ragazze che sono costrette a prostituirsi e pensare che quelche ci permettono di fare con il loro corpo, per qualche euro, non è solo lalibertà di prenderci una illusione, ma quella di fare una violenza, unaviolenza sessuale a pagamento.

 

Queste cose le so...

 

Se le sai non puoi continuare avenire qui...

 

Che ne sapete di me?

 

Non ne so nulla, dice Franco, tiabbiamo solo proposto di fare quattro chiacchiere, se poi diventano otto osedici per me sta bene, se poi vuoi raccontarci la tua storia ti dico soloquesto: non pensare di esser diverso dagli altri: nelle strade italiane ci sononove milioni di maschi che vanno a cercare prostitute.

 

Se potessimo parlare con ciascunodi loro, tutti potrebbero spiegare le loro ragioni, le loro motivazioni,insisto.

 

Anche quelli che non cercanoscuse e non vogliono chiedersi se andare a cercare delle prostitute abbiasenso, visto che sarebbe meglio cercarsi una donna e star bene con lei...adesempio...precisa Franco.

 

Sentite, la prostituzione è ilmestiere più vecchio del mondo...

 

Non è così, precisa Franco, non èprostituzione ad essere il mestiere...e non è un mestiere...è la violenza sulledonne a essere il comportamento maschile più antico del  mondo... una violenza che può essereesercitata in mille modi, ma...

 

Ma che cazzo dici, vieni qui, midici siamo uguali, parliamo da uomo a uomo e poi vieni a farmi addirittura lastoria della violenza maschile.

 

Scusa, risponde Franco, è che ioti parlo da uomo a uomo, so bene cosa sono le pulsioni, i desideri, lecuriosità, i problemi sessuali, ma non sono stato un cliente; solo che noncriminalizzo chi lo è stato e non mi interessa neppure distinguere chi lo è echi non lo è...credo però che un maschio che sta zitto su questo problema, inrealtà lascia le cose come stanno, prostitute e violenza comprese...

 

Siete anche peggio dei preti...

 

E tu sei peggio di uno stupratoreseriale... ma dico, siamo qui per insultarci o per chiacchierare...

 

Io non cerco problemi, ne ho giàtroppi; se volete metterla giù così è così; qui, lungo questa strada c’è unmercato, si vendono ragazze. In macchina ho la borsa della spesa, mi servivanouova, latte, pane, salame e altre cose e al supermercato ho comperato uova,latte, pane, salame e altre cose... non vado all’OVS perchè è caro, vado allaLIDL. Poi devo pagare l’assicurazione della macchina e cerco quella che micosta meno. Poi ho bisogno, voglia di sesso e vado a comperarlo dove costa menoe scelgo con chi consumarlo.

 

Stai dicendo una cosaterribile...

 

Sto dicendo la semplice verità

 

E’ una verità terribile...

 

E quale verità dovreiraccontarvi, mi sfascio di sigarette e di alcol, quando posso, sono cavolimiei, però non mi drogo...

 

Beh, dice Franco, alcol esigarette che cosa sono..?

 

Non mi drogo, non rubo, pago letasse, vado a votare e vengo qua...ecco la mia vita...

 

Con una piccola differenza tra lecose che hai messo insieme... Gli alimentari li consumi per vivere, il fumo el’alcol sono un piacere e te lo prendi, ma per il sesso è diverso: se ne vuoiun po’ devi usare un’altra persona, questa è la differenza, non usi unasostanza o un prodotto chimico, usi un’altra persona che non vorrebbe essereusata...

 

Io ci ho anche provato a farequalcosa di diverso, a avere una storia con una ragazza, con una di questeragazze...

 

E perchè non con una ragazzafuori da questo giro, incalza Franco...

 

Se proprio vuoi saperlo quellegià si prostituiscono con il capo, con i maschi che hanno più soldi, con quelliche le illudono e le portano all’altare ma, in realtà, vogliono solo scoparle ebasta...poi quando si separano è anche peggio, il giro delle separate, se nonlo sapete, è anche peggio di questa strada...

 

Quindi tu sei qui per la solitavecchia storia secondo la quale le donne “sono tutte puttane”:::?

 

Essere puttane non vuol direstare in strada come queste, queste non sono peggiori delle altre, ma io hopensato che fossero migliori perchè non cerco proprio che stare qui sia unabella cosa per loro...

 

Allora ammetti che stare qui adaspettare te e me e gli altri clienti non è una bella cosa...

 

Non farmi dire quel che nonvoglio, certo che lo ammetto solo che ti dico che non è bello neppure per me,venire qui, sempre e soltanto qui...non so per te, forse sei un pervertito, delresto lo sei perchè se hai famiglia e vieni qui, vuol dire che cerchi non socosa... Io non condanno nessuno, non condanno te, non condanno me...è la vitache ci condanna.

 

Mi dici, comunque, che qui è piùfacile stare in relazione con una ragazza, anche se per pochi minuti soltanto.

 

Dico che la vera libertà èlibertà dal bisogno e io ho bisogno di affetto e di sesso, non li ho, non sonoun prete, sto male senza e me li procuro...Tutto è falso e tutto è vero: sebevo le illusioni che l’alcol mi da sono illusioni, mica verità, ma me leprendo; e la paga me la prendo anche se è una illusione che il lavoro mi dadignità, perchè invece di rende schiavo di qualcuno che mi sfrutta e non mi daneppure una paga con la quale io possa vivere dignitosamente... Qui sisopravvive, si sopravvive soltanto.

 

Anche queste ragazze vorrebberoessere libere dal bisogno e se fossero libere probabilmente non verrebbero qua.

 

Sentite io ho i miei dubbi chequel che dite e credete sia davvero giusto. Ve l’ho detto..io ci ho ancheprovato con una di queste ragazze...

 

Ed è andata male, dico io, vero?Così adesso continui a venire qui solo perchè non sei riuscito a crearti unarelazione stabile nè in questa realtà nè fuori nella realtà come dire“normale”?

 

Ho una storia e la mia storiadimostra che queste ragazze non sono delle vittime vere o, se lo sono, anche iosono una vittima perchè una di loro mi fatto l’inganno più grande che io abbiamai avuto nella mia vita.

 

Ci siamo, allora, “tutteputtane”, è così che la pensi?

 

Non ho voglia di pensarla innessun modo, mi faccio gli affari miei, mi prendo quel poco che poso, pago ebasta.

 

Allora, chiede Franco, quel chesta scritto nel volantino è cioè che queste ragazze sono schiave già lo sapevi?

 

Non sono proprio una sprovveduto.Ho creduto che in strada si incontrassero persone con i loro problemi e chequesto bastasse a rendere i rapporti più chiari; nel mondo fuori di qui tutticorrono, tutti sono in competizione, tutti sono pronti a fregarti...quiinvece...

 

E perchè dovrebbe essere diverso?

 

Ho pensato che lo fosse, hopensato che queste ragazze avessero bisogno dei clienti perchè loro hanno piùproblemi di noi, ho creduto che una, almeno una, avrebbe potuto capire che leoffrivo qualcosa: Poteva stare con me per riconoscenza, poi l’affetto può anchenascere...

 

E invece che cosa è successo?

 

Mi ha fregato, mi ha ingannato...

 

Ma perchè pensavi che dovesseessere sincera e onesta con te, come con altri, perchè mai una ragazzacostretta a prostituirsi dovrebbe essere sincera e onesta proprio con uncliente...costretta o non costretta i clienti sono quelli che la usano e lapagano e se ci riesce, è lei a usare i clienti...normale e giusto, dico io...

 

Io posso accettare l’idea che unadonna del mio stesso paese, inganni il suo uomo, perchè è nell’ordine dellecose che possa succedere; ma una ragazza così non può; se io pago il prezzodella prestazione, ho pagato e la cosa finisce lì, se io pago di più per aiutarlami aspetto che non mi freghi...

 

Stai dicendo che non solo comperiil corpo di una ragazza per qualche minuto, ma che vuoi comperare anche l’amoreo la riconoscenza; ma ti rendi conto che non può funzionare, gli rispondo.

 

Vedi , precisa Franco, in fondoil problema non è il sesso in se; se noi veniamo qui a parlare con te eparliamo anche con altri è proprio per questa ragione: i clienti non sonocolpevoli di un bel nulla se compera una prestazione sessuale. Può essersbagliato per la morale, per la religione e ognuno ha le sue...ma la veraresponsabilità dei clienti è pretendere di poter comperare da una ragazza benaltre cose, l’affetto, l’amore...e aspettarsi addirittura riconoscenza. Questoè sbagliato.

 

Basta saperlo e considerarle comedevono essere considerate: delle ragazze che fanno il lavoro più vecchio delmondo.

 

Dimmi, insisto, tu sei favorevolealla guerra?

 

Che centra, certo che no!

 

Beh è evidente che se c’è unacosa più vecchio al mondo questa è proprio la guerra: Eppure nessun essere umanosi dichiara favorevole alla guerra e chiunque se potesse farebbe qualcosacontro la guerra; la guerra continua ad esserci, quà o là nel mondo, ma èingiusta e vergognosa. Così è per la prostituzione: è ingiusta e vergognosa,per questo non dobbiamo smettere di credere che possa finire... e perchè laprostituzione finisca, deve cresce la consapevolezza nei maschi che il corpo diuna donna non può essere comperato, neppure se per bisogno o per altre ragioni,lei lo vende...

 

Adesso volete metter fine anchealla guerra, ma con  quanti uomini sietevenuti a bere birra questa sera... addirittura mi vole convincere che io devoimpegnarmi per metter fine alla guerra e alla prostituzione...magari adesso midite che se c’è la guerra ne sono responsabile io...mi tiro un colpo in testa,così la faccio finita...

 

Puoi ridere di queste cose e puoicontare le nostre birre, a proposito la mia è analcolica perchè io non bevo,gli dico... ma adesso, sempre se vuoi, devi raccontarci la tua storia e perchèabbiamo dovuto fare così tante chiacchiere inutili per arrivare al punto in cuice la racconti.

 

Io, cliente di prostitute vi dicoche... e Antonio inizia il suo racconto.




permalink | inviato da voceribelle il 30/1/2010 alle 14:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
30 dicembre 2009
prostitute minorenni


2.000 prostitute italiane sono minorenni. “Soddisfano” ogni giorno le richieste di migliaia di clienti, ai bordi delle nostre strade. Clienti che, vista l’età media delle bambine (10 – 12 anni) possiamo inequivocabilmente definire predatori pedofili.

 

Serve aggiungere altro?



permalink | inviato da voceribelle il 30/12/2009 alle 21:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
  
Cerca

Feed

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 64584 volte