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Voceribelle
L'uomo che sa ben parlare non vale quello che sa ascoltare con attenzione.
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Il meraviglioso dono di Maris
23 agosto 2011
Siamo in piena estate, tempo di riposo e di incontri con vecchi e nuovi amici, di contatti con la natura e di scoperta di luoghi e culture nuove, occasione di tante esperienze e conoscenze che arricchiscono il nostro bagaglio di vita che poi desideriamo condividere. Anch’io sento il bisogno di condividere una storia vera, che mi ha toccato profondamente. Una storia drammatica, ma anche di grande umanità e ricchezza. La storia di Maris, che ha fatto un cammino di liberazione e guarigione, prima di morire a soli 36 anni. Il 16 luglio 2011 questa giovane donna nigeriana, vittima di tratta, è volata in cielo, dopo aver lottato contro un male incurabile. Ora continua a vivere attraverso i suoi occhi e il suo cuore che ha donato a chi ne aveva bisogno. Ma soprattutto vive ancora attraverso l’esempio del suo coraggio e della sua determinazione, che le hanno permesso di rompere le catene che la rendevano schiava per poi vivere da donna liberata anche l'esperienza difficile della malattia, senza mai arrendersi. Cosciente del suo male, ha deciso di raccontare la sua storia vera per liberarsi dal macigno che si portava dentro da troppi anni. Storia che ha condiviso su Facebook e che immediatamente è stata letta da migliaia di persone. Dal suo stesso racconto stralcio alcuni passi salienti che costituiscono la trama della sua giovane vita, nonché della sua ricchezza e bellezza interiore che nemmeno la mafia è riuscita a distruggere. Maris racconta: «Da piccola, alla periferia di Benin City, sognavo che il papà la smettesse di maltrattare mamma che era la sua seconda moglie. La mamma sopportava tutto pur di farci mangiare… Nove tra fratelli e sorelle, cinque dalla prima moglie e quattro dalla seconda, mia madre che doveva provvedere a tutti. Un angelo, la nonna materna, mi ha portato via da quell’inferno. Se non fosse stato per lei avrei subìto l’odiosa pratica dell’infibulazione come le mie sorelle. Questa grande donna mi ha fatto studiare pagando i miei studi fino al diploma. Finiti gli studi, sognavo l’Europa, e allora mio padre, per farmi contenta, mi ha “VENDUTA” in cambio di pochi dollari a dei “signori eleganti” e ben vestiti che mi hanno fatto arrivare in Italia (1995). Prima città Torino, e quei “signori eleganti” mi presero a forza e, alla presenza della mia prima madam, mi violentarono (ripetutamente per tre giorni di seguito), mi dissero che dovevo imparare il mestiere. Non avevo ancora compiuto i miei 21 anni». Comincia così il calvario di Maris, che si trascina penosamente tra Italia e Spagna sino alla fine del 2003, quando, dopo aver pagato il suo debito, viene lasciata libera dai suoi sfruttatori. Ma ormai è malata ed esausta ed ha subito un intervento chirurgico in conseguenza delle tante violenze passate, che non le avrebbe più permesso di essere mamma. Nonostante tutto, Maris ha avuto il coraggio di raccontare la sua storia. Per se stessa e per tutte le ragazze trafficate, vendute e sfruttate come lei. Sì, cara Maris, mentre ti ringraziamo per il grande esempio e la forza che ci hai trasmesso e lasciato in eredità vogliamo augurarti la pienezza della felicità che ormai hai già raggiunto. Continua ad essere presente in mezzo a noi per continuare insieme a combattere la tratta di esseri umani, specie per sfruttamento sessuale, affinché più nessuna donna sia venduta e comperata, ma solo apprezzata e rispettata nella sua dignità. da Famiglia Cristiana



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STORIE VERE
13 maggio 2011
STORIE VERE
evento proposto dalla associazione le ragazze di Benin City


DOMENICA 15 MAGGIO – Fiera del Libro – Torino Lingotto – dalle ore 19
alle ore 21 – Spazio Regioni


Anche quest’anno siamo già al momento delle consegna dei premi alla
Fiera del libro…

La prima edizione, primissima, è del 2002 e da allora ogni anno siamo
stati in Fiera con il nostro evento.

Tanti amici importanti sono venuti a trovarci, a tanti abbiamo
consegnato il nostro “Premio”, con tutti abbiamo stabilito un rapporto
di amicizia.

Si ricorda certo la presenza di Roberto Saviano lo scorso anno

Non posso svelare chi ci sarà quest’anno, perché la lista dei premiati
non è stata divulgata.

Certo è che se ne parla nei siti e nei blog per cui il segreto è già
stato almeno in parte violato.

Ci sarà Suor Eugenia Bonetti che non bisogno di presentazioni.

E ci saranno quelli che stanno nel programma ufficiale dell’evento:
Gian Guido Palumbo che presenterà il suo libro “Noitaliani” con la
partecipazione di Nando Dalla Chiesa.

Ci sarà Alberto Cicala che sta lavorando ad un documentario con
Giuseppe Carrisi, anch’egli autore di un libro sulla tratta.

E ci sarà Beppe Pavan, responsabile di un gruppo di coscienza maschile
attivo a Pinerolo, Uomini in Cammino, oltre che rappresentante di una
associazione maschile ben nota, Maschile Plurale.

Oltre ai nomi, però, questa edizione del nostro Premio si presenta con
alcune caratteristiche particolari.

Tre nigeriane, ex vittime della tratta, hanno destinato il guadagno
del loro lavoro nella realizzazione di una indagine sulla realtà
sommersa delle vittime della tratta, realizzata con il supporto del
Ministero Pari Opportunità, e quelli del loro lavoro come operatrici
pari, per creare una borsa lavoro a favore di una giovane nigeriana:
la borsa sarà gestita dalle suore di Benin City che saranno presenti.

Ci sarà una marching band di suoni a danze africane per celebrare la
Campagna per l’attribuzione del Premio Nobel per la Pace 2011 alla
donna africana.

E ci sarà tra i premiati, la portavoce di una esperienza nuova ed
importante di lotta alla tratta attivata nel pinerolese con un grande
sostegno di gente, associazioni e istituzioni. E’ stata una donna
italiana, Carla Pazè, a muovere tutto con l’idea di creare di un
Ufficio per il risarcimento danni subiti dalle vittime della tratta.

Questo ed altro…ad esempio il mio libro “500 storie vere” (Ediesse) e
il raccordo tra uomini che stanno per pubblicare un libro sui
“clienti”… e il libro di  Giuseppe Carrisi “La fabbrica delle
prostitute” (Newton).

Non mancate

Isoke Aikpitanyi

346 9406053

346 7044126



permalink | inviato da voceribelle il 13/5/2011 alle 13:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
calendario presentazione nuovo libro
7 aprile 2011

Il nuovo libro di Isoke Aikpitanyi – 500 STORIE VERE

 

Prossimi appuntamenti di presentazione

 

14 aprile Bolzano

15 aprile Trento

16 aprile Verona

22 aprile Saluzzo e Pinerolo

23 aprile Pinerolo

26 aprile Aosta

 

8 maggio Pinerolo

12 maggio Urbino

15 maggio Torino

20 maggio Fermo

21 e 22 maggio Ancona

23 maggio Bruxelles

25 maggio Roma

 

Le amiche e gli amici che intendono promuovere una presentazione del libro o desiderano incontrare Isoke, possono scrivere a isoke.aikpitanyi@gmail.com o seguire le indicazioni che il sito dell’editore Ediesse e la pagina Facebook di Isoke indicheranno con luoghi e ore.

 

Aggiungere date e località è possibile, ma data l’intensità del calendario può essere difficile. Si consideri che Isoke viaggia, di norma, in treno, partendo da Aosta per cui è probabile che il giorno prima e il giorno dopo ogni singolo evento, lei sia in viaggio.

 

A tutti

Stiamo tenendo conto di tutte le proposte e di tutti gli inviti che pervengono. Grazie a tutti. Stiamo cercando di armonizzare quanto più possibile gli spostamenti, costruendo una sequenza territoriale.

 

 




permalink | inviato da voceribelle il 7/4/2011 alle 7:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
nuova iniziativa con isoke
15 gennaio 2011

Il 21 gennaio, alle ore 21, a Candiolo (Torino) Isoke sarà protagonista di una serata contro la tratta.
 
Crediamo che la tua partecipazione e quella dei tuoi amici ed amiche sia davvero importante : la zona è “critica” e il problema è drammatico.
 
Quando Isoke partecipa ad eventi pubblici, il suo interesse non è solo incontrare gente e far conoscere il problema della tratta, ma esser presente sui luoghi dove la prostituzione coatta è realtà palpabile e vicina: Candiolo è una di queste località. E a Candiolo Isoke ha programmato una serie di interventi.
 
L’incontro sarà una ottima occasione per consentire a tutti gli amici piemontesi del Progetto la ragazza di Benin City di incontrarsi nuovamente.
 
Non mancare
 
            346 7044126      



permalink | inviato da voceribelle il 15/1/2011 alle 9:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
PAVIA - NUOVO EVENTO CON ISOKE
12 gennaio 2011

 

 
Isoke è a PAVIA Giovedì 13 gennaio 2011 alle ore 17;30 presso Santa Maria Gualtieri in piazza della Vittoria.



permalink | inviato da voceribelle il 12/1/2011 alle 13:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
“Salvare le maman…” facile a dirsi…
8 dicembre 2010


NON HO AVUTO IL CORAGGIO DI INCONTRARE QUELLA MAMAN

In margine a una puntata di “I fatti vostri”.

Sono stata invitata a partecipare ad una puntata de “I fatti vostri”, in onda il 3 dicembre su una questione molto delicata: la storia di una maman che chiede perdono.

L’idea di “salvare” le maman che molto spesso sono soltanto delle ex vittime della tratta, ce l’ho in testa da tempo e insieme alle mie collaboratrici, l’ho messa anche tra le proposte conclusive dell’indagine sulla realtà sommersa delle vittime della tratta.

E mi è già capitato di incontrarne, constatando che si tratta di trafficanti da quattro soldi, ragazze che hanno cercato di fare le furbe e si sono inguaiate.

Quando ho ricevuto l’invito a partecipare al programma tv sono stata contenta, pensando che in quella occasione avrei potuto contribuire a dire qualcosa di nuovo sul problema.

Ma avrei dovuto farlo in TV e io non sono sempre abbastanza brava, né in pubblico, né in tv a dire tutto quel che dovrei.

Pensando a quell’appuntamento mi sono tornate in mente tante cose, prima fra tutte il mio calvario in ospedale, dove sono finita dopo aver detto BASTA alla mia maman e dopo che lei ha incaricato degli energumeni di punirmi.

Quelli quasi mi ammazzano, quasi perdo un occhio,…quattro giorni di coma, mesi di convalescenza, e l’occhio mi da ancora problemi.

Salvare le maman, allora, non può voler dire raccogliere il pentimento di ogni ex maman che, dopo un periodo più o meno lungo di carcere e a fronte di un altro lungo periodo, pensa a ciò che ha fatto e piange.

Non ho trovato il coraggio di andare in TV e sono scappata di fronte a questa opportunità perché certe cose sono facili a dirsi, molto meno a farsi.

Ho poi guardato il programma, andato in onda senza la mia partecipazione ed ho visto le lacrime di questa ragazza nigeriana, condannata a sei anni, mica a sei mesi.

Piange perché le è stato tolto il figlio e non è giusto che lui paghi per gli errori della mamma.

Parole giuste. Tutti i detenuti piangono per i loro errori e quasi tutti non vorrebbero che i loro errori ricadessero sui figli.


Ma il pianto non può essere liberatorio se è riferito solo a se stessi…è umano che una mamma pianga la lontananza dei figli ed è umano che chi ascolta il suo pianto di mamma si commuova.

Ma se non ci sono lacrime vere per le ragazze che sono state sfruttate, non siamo di fronte ad un pentimento, ma solo ad un dolore umano ma inevitabile, perché una pena è giusta anche se il detenuto piange, e fino a quando on ha capito davvero le proprie colpe e non è pronto ad una vita nuova e diversa, la sua sofferenza merita rispetto, ma i suoi errori meritano di essere punito perché c’è qualcun altro che ha sofferto a causa di quelli.

Quante ragazze sono state sottomesse a quella maman e magari hanno sofferto e soffrono ancora; quante i figli non li avranno perché le violenze subito hanno tolto loro la fecondità; quante hanno avuto figli che le maman hanno tolto loro per usarli come strumento di ricatto, e quante maman sono rimaste impunite e libere potendosi nascondere dietro alla apparenza di essere buone madri.

Non sono andata in tv per la paura di essere troppo cattiva nei confronti di quella maman, ma anche per la paura di essere, invece, troppo scossa e commossa dalla sua situazione, poiché dietro ad una maman c’è sempre una ex vittima della tratta.

Per questo, però, mentre dimostro che 500 ragazze sono state uccise, mi riesce difficile andare in TV ad ascoltare come se niente fosse la sofferenza di una maman con il rischio di sembrare io la cattiva che non perdona e lei la disperata.

O di dimostrare, alla fin fine, di esser disperata cme lei e che, quindi, vittime e carnefici sono la stessa cosa.

In questa Italia siamo tutti o troppo razzisti o troppo tolleranti e, allora,può succedere quel che successo in tv, al programma e, cioè, che il pubblico mostra comprensione per la sofferenza di questa donna e se potesse votare per la sua liberazione lo farebbe subito, sull’onda di una emozione suscitata in TV.

Io emozioni in Tv ne ho trasmesse e ne ho vissute tante, ma non ho visto nessun cambiamento nell’opinione pubblica e nelle forze politiche, nelle associazioni, ecc. ecc., per cui ad un certo punto mi dico ma che ci vado a fare, solo a trasmettere la mia dose di emozioni e di dolore.

Non ho avuto il coraggio, questo mi dispiace.

Molte donne e molti amici mi dicono che sono coraggiosa, ma non è così.

Ho avuto coraggio quando ho affrontato l’ignoto e sono finita nella tratta. Ne ho avuto quando ho detto basta.

Non posso farmi forza ogni singolo giorno per affrontare sempre nuove situazioni, sempre nuovi drammi. Ho voglia di una vita normale.

Come dice Saviano, la mia opera più grande sarà ricostruirmi una vita normale.






permalink | inviato da voceribelle il 8/12/2010 alle 8:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
ABSTRACT
26 novembre 2010
Il “25 novembre” delle vittime della tratta
ISOKE AIKPITANYI PRESENTA L’INDAGINE SULLA REALTA’ SOMMERSA DELLE
NIGERIANE VITTIME DELLA TRATTA IN ITALIA
Isoke Aikpitanyi, ha scelto una data simbolica per iniziare la
diffusione di un documento unico nel suo genere: tre nigeriane ex
vittime della tratta, hanno realizzato una indagine nazionale sulla
realtà sommersa delle nigeriane vittime della tratta; hanno avvicinato
oltre mille “nuove” vittime, un campione assolutamente straordinario.
La prima diffusione avverrà, a partire dal 25 novembre di quest’anno,
Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. L’indagine è stata
svolta con il supporto del Dipartimento Pari Opportunità.
Quello della tratta è un problema gravissimo, non solo perché ha
assunto dimensioni sempre più rilevanti e perché oltre 500 giovani
nigeriane sono state uccise in Italia, ma perché con un susseguirsi
continuo di arrivi, coinvolge da quasi vent’anni, decine e decine di
migliaia di giovani e solo un numero limitato di queste ha trovato una
via di uscita. La prostituzione coatta è solo una delle attività della
mafia nigeriana, una tra le più pericolose al mondo, specializzata in
traffico di donne, di minori, di organi, di mano d’opera maschile, di
droga, di armi.

Abstract dell’Indagine
- Operatori e servizi fanno fatica ad avvicinare le vittime della
tratta che vivono sempre più nascoste e segregate. E’ diventato quasi
impossibile offrir loro una via di uscita. La presenza delle ragazze
in strada, però, è ancora una realtà, ma è polverizzata in zone nuove
e diverse da quelle “tradizionali”.E’ cresciuta la pendolarità delle
ragazze ed è cresciuto il fenomeno della “pendolarità” di confine.
- Sommersa, perché sconosciuta alla opinione pubblica è la realtà
drammatica dei CIE dove le giovani clandestine sono condotte quando
sono fermate e risultano essere clandestine, in attesa di un rimpatrio
forzato: tornate a casa avranno due sole alternative, riprendere il
viaggio verso altre destinazioni o essere emarginate se non uccise.

Una rete di vittime della tratta
L’indagine è stata realizzata con l’apporto di tutte le ragazze
nigeriane che sono entrate in rete nel corso degli ultimi anni, fino
alla costituzione della Associazione vittime ed ex vittime della
tratta.

La rete “maschile”: clienti/ex clienti delle vittime della tratta e
reti di autocoscienza maschile
La lettura della realtà sommersa delle vittime della tratta, non
sarebbe stata completa senza dar voce anche ai “clienti”;
nell’indagine c’è anche la testimonianza autobiografica di alcuni di
loro.

Comunità, associazioni, chiese nigeriane
In tutte le città italiane esistono, comunità, associazioni e chiese
nigeriane: a Torino, Genova, Brescia, Verona, Napoli ecc. sono molto
forti. L’indagine alcuni rappresentati di queste realtà, ascoltando le
loro considerazioni e le loro osservazioni. Purtroppo queste realtà
sono molto spesso colluse con i trafficanti o sono omertose.

Le domande e le risposte, regione per regione
Per raccogliere 500 questionari interamente compilati, sono state
avvicinate più di mille ragazze raggiungendole in ogni regione,
rispettando una proporzione in base a dati riferiti sul numero delle
vittime presenti sui territori. Questi i numeri delle ragazze
avvicinate in ogni regione:

PIEMONTE 40 LOMBARDIA 70 EMILIA - ROMAGNA 25 VENETO 30 FRILI-VENEZIA GIULIA 25
LIGURIA 30 MARCHE 20 LAZIO 80 UMBRIA 20 TOSCANA 30
ABRUZZO 10 CAMPANIA 25 PUGLIA 20 BASILICATA 5 CALABRIA 10
SICILIA 25 SARDEGNA 10 VALLE D’AOSTA 10 TRENTINO-ALTO ADIGE 10 MOLISE 5

Alcune domande personali: la vera realtà sommersa
La parte più “cruda” dell’indagine è riferita alle “domande personali”
rivolte alle ragazze dopo aver compilato il questionario o in
alternativa alla compilazione stessa.
- Quante sono le maman?: Oggi sono almeno 10 mila!
- Il problema degli aborti clandestini coinvolge almeno il 50% delle vittime
- I figli sono sequestrati dalle maman per ricattare e condizionare le
madri a non ribellarsi.
- Le ragazze parlano mal volentieri del problema delle mutilazioni
genitali che, pure, sussiste.
- La prostituzione è il problema dei problemi: nessuna ha davvero
scelto di prostituirsi; al più ha accettato, si è sottomessa, si è
adattata; la sfrontatezza con cui dichiarano spesso di aver scelto
liberamente nasconde solo la consapevolezza di non poter fare altro.

Una prima analisi dei risultati dell’indagine
- Nuove ragazze continuano ad arrivare e sono sempre più giovani,
spesso minorenni, “bambine”.
- Il meccanismo di arrivo è sempre uguale, il debito è sempre
presente, spesso raggiunge cifre elevatissime, fino a 80 mila euro.
- Un certo numero di vittime della tratta, su indicazioni delle maman,
cerca e trova una legalizzazione attraverso denunce finte, richiesta
d’asilo e il racconto di drammi e violenze subite.
- Molte ragazze conoscono i vari servizi ai quali potrebbero
rivolgersi per ottenere assistenza, sostegno, percorsi e documenti; ci
sono anche maman che suggeriscono alle loro vittime di affrontare un
percorso con una comunità per arrivare ai documenti.
- Sta crescendo la pratica spontanea dell’auto-mutuo aiuto: tra le ex
vittime la percezione di poter esser utili ad altre ragazze ancora
vittime cresce con il crescere della percezione che molto sia da fare,
in particolare verso le “piccole”, minorenni e giovanissime.
- Il numero delle ex vittime che non vogliono più stare zitte dimostra
che Isoke non è più una voce isolata e che “altre collaborano con lei
o con altre organizzazioni.

Alcune proposte
- Maggior coinvolgimento di ex vittime come operatrici-pari o
mediatrici nei servizi antitratta.
- Campagna di informazione e confronto sulla “realtà sommersa” nelle
diverse regioni italiane.
- Tavoli di lavoro su tematiche quali “comunità, associazioni e chiese”. - -
- Campagna tv nazionale da vittima a vittima.
- Campagna nazionale sulla responsabilizzazione dei clienti.
- Adozione di misure di intervento ispirate dalle recenti indicazioni
del Parlamento Europeo.
- Valorizzazione delle modalità di auto-mutuo aiuto tra nigeriane ex
vittime e vittime della tratta.
- Mediazione in carcere per “salvare” le maman (progetto di mediazione
carceraria e di formazione delle detenute e dei detenuti, per reati
connessi alla tratta e allo sfruttamento).
- Missione delle ex vittime in Nigeria per sensibilizzare, informare, prevenire.
- Adozione della modalità di sostegno delle vittime con il
coinvolgimento di sponsor e tutor.
- Implementazione della esperienza dei progetti La Casa di Isoke e
Tulipa Néye nei quali l’intervento della operatrice pari a sostegno
delle vittime, sia centrale.
- Percorsi di ricostruzione del rapporto con le famiglie di origine
delle vittime della tratta.
- Campagna di informazione sul fenomeno della mafia nigeriana.
- Moratoria per le ragazze nigeriane cioè una serie di provvedimenti
nuovi che offrano alle ragazze una soluzione alle complicazioni
giuridiche nelle quali si sono messe per uscire dalla clandestina
(denunce false o incomplete,domande di asilo, ecc. ecc.).
PROGETTO LA RAGAZZA DI BENIN CITY
Il testo completo dell’indagine può essere richiesto a
isoke.aikpitanyi@gmail.com - Sarà inviato gratuitamente via mail - La
versione stampata sarà oggetto in futuro di una pubblicazione - Cell
per contatti 346 7044126



permalink | inviato da voceribelle il 26/11/2010 alle 13:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SUPPLICA
31 ottobre 2010

Caro Papy,

 

mi permetto di scriverti questa supplica chiamandoti confidenzialmente come le tue amichette, ma conoscendo le tue doti di Buon Samaritano e la tua Bontà Infinita, non mi pongo problemi di sorta. Conosco le tue opere di Misericordia nei confronti dei bisognosi (anche se sarebbe più giusto dire BISOGNOSE) e la tua ardua battaglia contro le forZe del male, ovviamente comuniste. Ti ritengo quindi degno di usare la tua benevolenza per dare una mano all'associazione che rappresento non sicuramente con la tua stessa umiltà e capacità.

 

Non avendo capitali in denaro, nè in autovetture nè in collier, sono costretto a elemosinare da chiunque un misero contributo per poter dare assistenza alle numerose ragazze nigeriane e non, vittime della tratta, che bazzicano nel nostro Paese, ragazze che non hanno la fortuna di conoscerti e che non potranno mai sperare di ottenere una qualsiasi particina in un qualsiasi programma di una delle tue televisioni,non potranno mai mettersi al palo per una lap dance ai piedi di Lele, o Fede o qualsiasi altro protagonista del peggior gossip italiano, non potranno godere delle tue raccomandazioni presso una qualsiasi Questura quando verranno fermate senza documenti come clandestine, non potranno essere affidate ad una qualsiasi delle tue consigliere desiderose di adottare qualche poverella, magari dal fisico , ehm, prosperoso. In sostanza non avranno mai la possibilità di fare BungaBunga con te o con uno dei tuoi raccattapalle.

 

Confido quindi in una tua disponibilità e ti invio separatamente ed in pvt il numero di conto corrente dell'associazione e se proprio insisti ti invio anche il mio. Magari ti avanza qualche decina di migliaia di euro per noi poveri mortali desiderosi di far funzionare questa povera Italia che tu stai distruggendo, anche moralmente con il nostro servizio di volontariato, senza secondi fini.

 

Dimenticavo Opero anche presso una associazione che aiuta i carcerati, vedi di trovare qualche spicciolo anche per loro. Non si sa mai che anche tu un gorno possa aver bisogno di noi.

 

Con infinita disistima per te e per i numerosi leccapie?di,  che ti sei creato  attorno, Ti porgo le mie sentite condoglianze per la tua morte politica.




permalink | inviato da voceribelle il 31/10/2010 alle 8:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
il premio matilde di canossa
13 settembre 2010
 
A Isoke Aikpitanyi il premio Matilde di Canossa
 
 

l "Premio Matilde di Canossa" quest’anno è andato a Isoke Aikpitanyi"grande impegno a difesa della dignità e dei diritti delle donne africane". Il "Premio Matilde di Canossa" , in commemorazione dell’omonima Contessa, donna coraggiosa, colta, che fu nel 1077 figura chiave nell’intermediazione tra l’imperatore Enrico IV e papa Gregorio VII all’epoca rivali, è un riconoscimento destinato ad una figura femminile capace di distinguersi per il proprio impegno in favore delle donne in campo politico, economico, sociale, culturale, artistico. Il premio è volto anche a riconoscere tutte quelle donne che coraggiosamente si battono e si ribellano contro le ingiustizie ed ai pregiudizi a cui sono ancora sottoposte.
La neo premiata Isoke Aikpitanyi, già riconosciuta per la sua opera letteraria “
Le ragazze di Benin City”, che raccoglie ancora molti consensi a tre anni dalla sua pubblicazione, e per il suo impegno contro la tratta degli esseri umani al centro della sua missione sociale e umanitaria, ha ricevuto il Premio Matilde di Canossa per il suo "impegno alla difesa della dignità e dei diritti delle donne africane".
La Aikpitanyi in questi anni si è fatta carico di un compito gravoso e talvolta pericoloso con l’obiettivo di promuovere il progresso civile dell’Africa, un continente martoriato da criticità ed emergenze che vanno dagli scontri tra tribù nemiche al deficit sanitario, dalla mancanza di infrastrutture al carenza di istruzione.
Uno tra i parametri presi in considerazione dalla giuria è stato quello di aderire alla campagna per conferire alle donne africane il "Premio Nobel per la Pace 2011" promossa da Cipsi (un coordinamento di 48 associazioni di solidarietà internazionale), da ChiAma l’Africa (nata nel 2008 in Senegal, a Dakar, durante il seminario internazionale per un Nuovo patto di solidarietà tra Europa e Africa) e da parlamentari, amministratori e personalità di diversi schieramenti politici.




permalink | inviato da voceribelle il 13/9/2010 alle 17:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
COMUNICATO
27 agosto 2010


Dal 28 agosto al 4 settembre, Isoke sarà a Otranto per partecipare ad
un Seminario di FLARE contro le mafie.

Saranno presenti relatori provenienti da tutta Europa.

All’interesse della manifestazione si aggiunge, per i nostri amici che
vivono in zona, la possibilità di un incontro anche con Claudio.

Chiamate il 346 7044126

 



permalink | inviato da voceribelle il 27/8/2010 alle 9:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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